Cit Turin 57

Il Progetto è inserito in un contesto architettonico di particolare interesse storico, caratterizzato da edifici in stile Liberty come Villa Lafleur dell’architetto Fenoglio. La residenza oggetto della ristrutturazione è anch’essa inserita in una palazzina Liberty dei primi 900, durante gli anni 50 l’edificio ha subito un frazionamento in tutti i piani, riportando importanti modiche nella disposizione interna. L’appartamento era composto da un ingresso su corridoio che conduceva ad un salotto, cucina bagno e camera da letto. La camera da letto affacciava su strada, la cucina su interno cortile. In tutte le stanze era presente un ribassamento del soffitto con cartongesso.

La prima sensazione entrando nell’appartamento era la presenza di spazi soffocanti, con stanze poco vivibili e per nulla confortevoli. La camera da letto che rispettava ancora le usanze di un tempo posta sul lato strada, non rispondeva più alle esigenze del luogo. Via Principi D’Acaja grazie agli ultimi interventi di riqualificazione urbana ha aumentato notevolmente la sua percorrenza carrabile e pedonale, diminuendo così il comfort acustico. La cucina invece occupava la stanza più grande, lasciando un misero spazio al salotto privandolo della sua più “sociale” identità. I primi spunti progettuali nascono proprio dalla necessita di conferire personalità agli spazi, arricchendoli di gesti unici che stimolano la voglia di “stare a casa” e vivere gli ambienti domestici come luoghi di intimità. Un altro aspetto fondamentale è garantire funzionalità, attraverso lo studio dell’esigenze di chi vive quel luogo e di quale sia la sua idea di casa.

Il primo gesto è stato il più decisivo: demolire le partizioni verticali che dividevano lo spazio su strada abbattendo ogni barriera fisica e visiva, aprendo completamente lo sguardo su tutto il volume. La percezione dello spazio era completamente cambiata, si iniziava a percepire quali potessero essere gli spazi dove poter sedersi, parlare, lavorare, leggere e riposare. In seguito alla rimozione del controsoffito si sono aperte due volte di cui una affrescata, in prossimità del salotto. Il taglio ora si presenta più moderno, vi è un primo livello, con una metratura più grande, destinato agli ambienti diurni mentre la stanza da letto e i servizi ad un livello successivo. Le pareti bianche lasciano spazio al soffitto affrescato, l’unico colore viene dato alla parete della cucina attribuendo personalità all’ambiente. Il parquet posato in ogni stanza offre una soluzione di continuità che omogenizza gli spazi, in bagno, pavimento e rivestimento diventano un’unica cosa realizzando un volume di resina bianca, quasi come un’appendice ben distinta dal resto della casa.

photo credit / Alexandro Berto – Metrocorto